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Progettazione delle Protezioni per le Prove in Pressione. Relazione proposta al convegno nazionale SAFAP 2014

Il Convegno SAFAP sul tema della “Sicurezza ed affidabilità delle attrezzature a pressione” è il più importante appuntamento nazionale di confronto tecnico-scientifico del settore. Si tratta di un appuntamento particolarmente atteso che si compone di sessioni tematiche dedicate ai vari aspetti della vita delle attrezzature a pressione, dalla progettazione alla fabbricazione, dall’ispezione alla manutenzione. Il workshop conclusivo è dedicato alla presentazione dei lavori di normazione elaborati ed in progress in ambito nazionale.

Industrial Ideas ha avuto il piacere di partecipare al convegno che si è tenuto presso la sede centrale del CNR a Roma in veste di relatore, insieme a due figure di spicco del settore l’Ing. Natale Palumbo dell’INAIL UOT di Brescia e l’Ing. Giuseppe Gurnari dell’INAIL UOT di Udine con la memoria “Progettazione delle Protezioni per le Prove in Pressione di Valvole Industriali. Un Caso di Studio.”

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La memoria tratta la questione del test per le valvole, che sono sottoposte a prove in pressione, di resistenza e di tenuta, in accordo alle norme europee EN 12266. Le protezioni contro i pericoli di tali prove devono essere correttamente progettate, tenendo conto delle conseguenze di un eventuale cedimento della attrezzatura. L’approcio metodologico si estende a tutte le attrezzature in pressione soggette alla normativa PED. Nella memoria è illustrato lo schema di progetto dei sistemi di protezione per le prove di valvole ad alta pressione.  Le attrezzature prodotte per operare ad una pressione superiore a quella atmosferica devono essere collaudate prima della messa in servizio definitiva, allo scopo di verificare la sicurezza per l’uso e la regolarità di funzionamento consapevolmente che durante un collaudo in pressione esiste sempre il rischio di un cedimento strutturale. In particolare, le valvole ad alta pressione necessitano di una fase di collaudo che faccia parte del processo produttivo, con strutture dedicate allo scopo secondo la tipologia di valvola e la realtà produttiva, nonché di personale adeguatamente formato che segua procedure dedicate. Dopo l’attuazione delle misure tecnico-gestionali previste, l’azienda esegue le prove all’interno di strutture di sicurezza, con procedure chiare e personale formato ed addestrato, con un miglioramento della produzione. La norma UNI EN 12266 prevede che siano eseguite una prova di resistenza e una successiva prova di tenuta. La prova di resistenza consiste nel verificare la capacità di contenimento dell’involucro alla pressione interna. La prova di tenuta deve verificare la capacità della sede di rispettare il grado di perdita specificato. Preliminarmente occorre valutare l’energia immagazzinata nella valvola, che è direttamente proporzionale alla pressione e al volume della valvola stessa. In base all’energia accumulata nella valvola si dimensionano le strutture di protezione per il contenimento dei danni all’interno di aree produttive. Poiché l’eventuale rottura può interessare sia la valvola in prova che i componenti della sorgente di pressione, oltre alla struttura di contenimento in acciaio, nella quale è posizionata la valvola, secondo i casi è opportuno calcolare e realizzare una barriera in cemento armato delimitante la zona di prova. L’ingresso in tale zona deve essere regolamentato dal responsabile della conduzione della prova per vietare l’accesso ai non addetti e gestire la presenza degli ispettori del cliente e/o dell’organismo notificato. Le prove possono essere eseguite con liquidi o gas e consistono nel comprimere il fluido contenuto ad una pressione superiore a quella massima ammissibile e mantenere la condizione per tutto il tempo necessario all’esame della valvola in ogni sua parte. L’esame ravvicinato della superfice della valvola può avvenire solo dopo che la pressione è stata ridotta ad un valore opportuno.
Contattaci per richiedere l’invio della memoria di cui riportiamo un’estratto.